Corriere della sera 26-03-14

CORRIERE DELLA SERA edizione BERGAMO

Milano, 26 marzo 2014

Elisabetta, 17 anni di calvario
Da Dalmine a Magenta per le cure

«Visitata da dodici tipi di specialisti, non si capiva cosa avessi: l’ho saputo dal web»

di Fabio Paravisi

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Dai primi sintomi alla cura sono trascorsi quindici anni. Anni durante i quali ha sofferto senza sapere perché e ha sentito su di sé gli sguardi di chi la vedeva come una malata immaginaria. Alla fine Elisabetta Becherini, quarantatreenne, insegnante di Dalmine, è dovuta andare su Internet per scoprire a cosa fossero dovuti i sintomi della malattia rara di cui soffriva, e ora per potersi curare deve andare ogni settimana fino a Magenta. La sua malattia si chiama cistite interstiziale o sindrome del dolore vescicale, ed è provocata da turbe del sistema immunitario.

La lunga storia della malattia della professoressa è iniziata dopo una gita in moto nel 1997, è proseguita con un’operazione per l’asportazione di una cisti, e poi cure, terapie, esami, analisi, visite con dodici tipi diversi di specialisti e cambi continui di farmaci. Oltre a ripercussioni sul lavoro e sulla vita privata. «Mi sentivo sempre più sola, incompresa e inascoltata, nessuno si è mai accorto davvero di cosa io stessi passando», racconta lei adesso. Infine, nel giugno 2012 ha scoperto su Internet i sintomi della malattia e anche la relativa cura. «Così - commenta - mentre tutti gli altri mi vedevano con la maschera di ragazza spensierata e felice che mi ero costruita per non sentirmi giudicata, e che indossavo con grande fatica, io ero pronta per la mia seconda vita: certa di guarire, ho iniziato i pellegrinaggi nei centri per la cura della cistite interstiziale. Pensavo di poter dire addio ai miei disturbi invece è iniziato un nuovo calvario fatto di esami, visite e di intoppi burocratici». La cura infatti non viene erogata dall’Asl di Bergamo. Solo la collaborazione di un medico dell’ospedale di Magenta le ha permesso di effettuare la sua cura, anche se raggiungendo tutte le settimane la struttura milanese.

Ora al caso, suo e di altre malate, si sta interessando la politica, anche grazie alle pressioni dello Snals (sindacato autonomo della scuola). «Spero che a Bergamo si risolvano le difficoltà per l’erogazione del farmaco così da poter fare la terapia domiciliare - conclude Elisabetta Becherini -. La mia è una lunga storia. Mi auguro ci sia un bel finale».

 

Cistite eco di bergamo 23-03-2014

Scarica e leggi l'articolo de L'Eco di Bergamo del 23 marzo 2014 intitolato

«Grazie al sindacato riconosciute le cure per la malattia rara»

 

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